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A frenare il digital fundraising, poi, è la presunta diffidenza da parte del pubblico. Reputiamo le persone più disponibili a donare se sottoposte ad un coinvolgimento emotivo o ad un processo di identificazione affettiva, se disponibili a un gesto estemporaneo piuttosto che abituale, e se rassicurate sulla destinazione della propria transazione. Serve, dunque, un tool che percorra nuove strade assecondando queste esigenze e senza intaccare la fiducia, vero fondamento dell’azione benefica. Serve innovare senza stravolgere.Fare fundraising nell’era digitale | YouGive